Anni di piombo: il contesto storico
Nel periodo tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni
Ottanta l’Italia fu attraversata da una stagione segnata da
terrorismo, conflitti sociali e violenza politica.
Questi anni vengono chiamati anche “anni di piombo” per richiamare il
peso soffocante e l’atmosfera cupa di un’epoca in cui attentati,
omicidi politici e scontri armati divennero parte della quotidianità.
L’Italia era in forte trasformazione, spinta da rapidi cambiamenti
economici e sociali ma anche da una profonda polarizzazione politica:
da un lato la Democrazia Cristiana, che governava quasi
ininterrottamente con l’appoggio degli Stati Uniti; dall’altro il
Partito Comunista Italiano, il più grande dell’Europa occidentale,
radicato nelle fabbriche e nei movimenti popolari. In questo clima di
contrapposizione si svilupparono gruppi armati che scelsero la lotta
violenta: organizzazioni di estrema sinistra, come le Brigate Rosse,
che si proponevano di avviare una rivoluzione socialista, e formazioni
neofasciste, come Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale, che puntavano
a destabilizzare l’ordine democratico per favorire svolte autoritarie.
L’inizio simbolico degli anni di piombo viene fatto risalire alla
strage di Piazza Fontana, avvenuta il 12 dicembre 1969 a Milano,
quando un ordigno esplose all’interno della Banca Nazionale
dell’Agricoltura causando 17 morti e 88 feriti. Da quel momento,
l’Italia fu colpita da una lunga serie di attentati e violenze che
raggiunsero momenti drammatici come il sequestro e l’uccisione di Aldo
Moro nel 1978 e la strage di Bologna nel 1980.
2 agosto 1980
Strage di Bologna
Esplosione di una bomba nella sala d’aspetto di seconda classe della
stazione ferroviaria di Bologna.
1984-1985
Processo Supersismi
Processo celebrato a Roma sul gruppo di potere interno al SISMI: emerge
il ruolo dei servizi segreti nei depistaggi e nell’inquinamento delle
indagini sulla strage del 2 agosto.
19 gennaio 1987
Apertura dibattimento primo processo
Imputati: Giuseppe Valerio Fioravanti (NAR), Francesca Mambro (NAR),
Paolo Signorelli (Ordine Nuovo), Massimiliano Fachini. L’ipotesi
accusatoria “a cerchi concentrici” (dietro la strage e chi la esegue
materialmente ci sarebbe un’associazione sovversiva, di cui farebbero
parte, insieme ai terroristi neri, il capo della P2 Licio Gelli e i
depistatori del SISMI) non regge in giudizio.
11 luglio 1988
Sentenza Corte d’Assise di Bologna
I NAR Mambro e Fioravanti sono condannati per strage e per banda armata,
insieme a Gilberto Cavallini e altri, mentre Licio Gelli, il faccendiere
Francesco Pazienza e gli ufficiali del SISMI Pietro Musumeci (P2) e
Giuseppe Belmonte sono condannati a pene pesantissime per i depistaggi.
18 luglio 1990
Sentenza Corte d’Assise d’Appello di Bologna
La Corte d’Assise d’Appello di Bologna ribalta clamorosamente il
verdetto, mandando tutti assolti.
12 febbraio 1992
Sentenza Cassazione (Sezioni Unite)
La Cassazione annulla la sentenza d’appello: la definisce illogica,
incoerente e priva di corretta valutazione di prove e indizi. L’appello
è da rifare e il giudizio di rinvio conferma l’impianto accusatorio del
primo grado.
16 maggio 1994
Sentenza Corte d’Assise d’Appello di Bologna
Confermate le condanne per strage: Fioravanti e Mambro nuovamente
condannati all’ergastolo.
23 novembre 1995
Sentenza Cassazione (Sezioni Unite)
Cassazione conferma in via definitiva le condanne per strage, banda
armata e depistaggi (sentenze del 1994 e del 1988). Solo Sergio
Picciafuoco (criminale comune legato ai NAR) inizialmente condannato per
strage viene rinviato a giudizio.
19 giugno 2005
Assoluzione definitiva di Sergio Picciafuoco
Picciafuoco viene assolto in via definitiva dopo rinvio a nuovo
giudizio.
10 ottobre 2014
Sentenza Tribunale civile di Bologna
Il Tribunale ordinario di Bologna riconosce, in una causa civile con
parti civili la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero
degli Interni, Mambro e Fioravanti come responsabili dei danni a seguito
della condanna da loro subita nel 1995.
1 luglio 2025
Sentenza definitiva della Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso degli imputati: condanne
confermate in via definitiva. Viene ribadita la responsabilità dei
gruppi neofascisti come esecutori materiali e ricostruiti i depistaggi
orchestrati dalla P2 e il quadro dei mandanti.
1980
Età di Luigi Ciavardini all'epoca della strage
Luigi Ciavardini (NAR) era ancora minorenne al momento della strage: per
questo doveva essere giudicato dal Tribunale per i minorenni.
1986
Comunicazione giudiziaria a Ciavardini
Emergono elementi sul suo possibile coinvolgimento nella strage e riceve
una comunicazione giudiziaria.
1991
Condanna definitiva per omicidio del giudice Amato
Ciavardini e Cavallini vengono condannati in via definitiva per
l’omicidio del giudice Mario Amato.
1997
Inizio processo specifico a Ciavardini
Avvio del procedimento davanti al Tribunale per i minorenni di Bologna,
separato dal primo processo per evitare interferenze e frammentazione
del materiale probatorio.
30 gennaio 2000
Sentenza di primo grado (Tribunale per i minorenni di Bologna)
Luigi Ciavardini assolto dall'accusa di strage.
9 marzo 2002
Sentenza Corte d’Appello di Bologna (sezione minorenni)
Condanna di Ciavardini per la strage di Bologna.
17 dicembre 2003
Sentenza Corte di Cassazione
La Cassazione annulla la condanna inflitta in appello.
13 dicembre 2004
Sentenza Corte d’Appello minorile di Bologna
Rigettato l’annullamento: viene confermata la condanna di Ciavardini.
11 aprile 2007
Sentenza definitiva Corte di Cassazione
La condanna per strage a carico di Luigi Ciavardini diventa definitiva.
La condanna si basa su indizi che legano Ciavardini a Mambro e
Fioravanti.
1 settembre 1980
Inizio depistaggi voluti da P2
I Licio Gelli (P2) dice a Elio Cioppa (SISDE) di battere la pista
internazionale: inizio della serie di depistaggi (pista libanese, pista
libica, pista Montecarlo).
13 gennaio 1981
“Valigia del depistaggio”
SISMI fa trovare una valigia con armi, esplosivi e documenti sul treno
espresso 514 Taranto-Milano (operazione Terrore sui treni) per
indirizzare le indagini verso falsi terroristi neri stranieri.
9 giugno 2000
Condanna di Mannucci Benincasa e Carminati
Il colonnello Federigo Mannucci Benicasa e Massimo Carminari (Banda
della Magliana, legato ai NAR) vengono condannati per calunnia (reato di
depistaggio non esisteva ancora). Mannucci: accusato di aver diffuso
false informazioni su Licio Gelli. Carminati: coinvolto per il deposito
d’armi a sua disposizione, collegato alla “valigia del depistaggio”.
21 dicembre 2001
Sentenza Corte d’Assise d’Appello di Bologna
Assoluzione in Appello sia per Mannucci Benincasa sia per Carminati.
Vengono dichiarati “non doversi procedere” per carenze di prova o perché
i fatti non sussistono.
30 gennaio 2003
Sentenza Corte di Cassazione
Conferma assoluzioni in via definitiva di entrambi.
2017
Rinvio a giudizio di Cavallini per strage
In considerazione del ruolo di supporto logistico fornito ai NAR già
condannati, Cavallini viene rinviato a giudizio anche per concorso nella
strage di Bologna.
21 marzo 2018
Apertura processo Cavallini
Si apre davanti alla Corte d’Assise di Bologna il processo a Gilberto
Cavallini per la strage del 2 agosto 1980.
7 gennaio 2020
Sentenza di primo grado (Corte d’Assise di Bologna)
Cavallini è condannato all’ergastolo per concorso nella strage.
27 settembre 2023
Sentenza di secondo grado (Corte d’Assise d’Appello di Bologna)
Confermata la condanna di Cavallini all’ergastolo. La sentenza ribadisce
le responsabilità della destra eversiva nell’attentato.
18 settembre 2025
Fase di Cassazione
Il quarto processo è ora in fase di Cassazione dopo la conferma della
condanna dell'imputato all'ergastolo il 27 settembre 2023.
28 aprile 1992
Revoca del proscioglimento di Bellini da parte della Procura Generale
Proscioglimento di Paolo Bellini dall’accusa di strage: esibizione di un
video amatoriale girato la mattina del 2 agosto alla stazione (Bellini
identificato dalla ex moglie sulla banchina del primo binario poco prima
dell'esplosione). Ad aggravare la posizione di Bellini ci sono i
rapporti documentati con Picciafuoco, sicuramente presente alla stazione
il 2 agosto.
gennaio 1996
Intercettazione Carlo Maria Maggi
Maggi, reggente di Ordine Nuovo in Veneto, intercettato mentre afferma
che la strage l’hanno compiuta i NAR e parla di un “aviere” che portava
la bomba, riferimento che riconduce a Bellini (pilota brevettato).
16 aprile 2021
Riaffioramento del “documento Bologna” e avvio dell'inchiesta sui
mandandi e apertura del processo Bellini
Il lavoro dei consulenti dell’associazione dei famigliari delle vittime
della strage sulle copie digitalizzate degli atti dei processi ha fatto
emergere elementi di enorme interesse: dal processo celebrato al Milano
per il crack del Banco Ambrosiano riaffiora il cosiddetto "documento
Bologna", un foglio che reca nell’intestazione il nome della città e un
numero di conto bancario che insieme a un altro appunto di Gelli,
relativo a cospicui movimenti di denaro prima della strage, è il punto
di partenza di una nuova istruttoria: la cosiddetta "inchiesta sui
mandanti". Imputati: Paolo Bellini (strage), Piergiorgio Segatel
(depistaggio), Domenico Catracchia (false informazioni), Quintino Spella
(depistaggio).
14 gennaio 2021
Morte di Quintino Spella
Ex capocentro SISDE di Padova, rinviato a giudizio per depistaggio muore
prima della conclusione del processo.
6 aprile 2022
Sentenza di primo grado (Corte d’Assise di Bologna)
Paolo Bellini condannato all’ergastolo per concorso in strage.
Piergiorgio Segatel (ex capitano dei carabinieri) condannato a 6 anni
per depistaggio. Domenico Catracchia (ex amministratore di condomini in
via Gradoli a Roma) condannato a 4 anni per false informazioni al PM
finalizzate a sviare le indagini.
8 luglio 2024
Conferma in Appello (Corte d’Assise d’Appello di Bologna)
Confermate tutte le condanne: ergastolo a Bellini, 6 anni a Segatel, 4
anni a Catracchia.
1 giugno 1981
Nasce l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla
stazione di Bologna del 2 agosto 1980
I familiari delle vittime si uniscono in un'associazione con lo scopo
statuario di "ottenere con tutte le iniziative possibili la giustizia
dovuta". Al momento della nascita i membri sono 44.
6 aprile 1983
Costituzione Unione dei Familiari delle Vittime per Stragi
A Milano, insieme alle associazioni delle stragi di Piazza Fontana,
Piazza della Loggia e Italicus, nasce l’Unione dei Familiari delle
Vittime per Stragi.
1984
Raccolta firme per proposta di legge popolare
Parte la raccolta di firme per l’abolizione del segreto di Stato nei
delitti di strage e terrorismo e raggiunge in mesi oltre 100.000 firme.
2 agosto 1990
Approvazione legge dal Senato
Il Senato approva una legge che porta lo stesso titolo di quella
presentata dall'Unione ("Abolizione del segreto di stato nei delitti di
Strage e terrorismo"), ma peggiora quella esistente.
2 agosto 1995
Approvazione nuova legge del Senato
Il Senato approva di nuovo una legge che ha lo stesso titolo di quella
proposta dai familiari delle vittime ("abolizione del segreto di stato
nei delitti di strage e terrorismo"), ma il contenuto prevede ancora la
possibilità di porre il segreto di stato per quei reati.
Le vittime da non dimenticare
La bomba colpì alla cieca, senza distinzione di età, professione o
provenienza. Tra le vittime vi erano bambini e anziani, studenti e
lavoratori, turisti stranieri e cittadini italiani di diverse regioni.
C’era chi partiva per una vacanza, chi tornava a casa dopo settimane
di lavoro, chi aspettava un treno per incontrare la propria famiglia.
La violenza dell’esplosione non fece differenze: travolse uomini e
donne, italiani e stranieri, persone con storie, speranze e destini
lontanissimi tra loro. Quell’attacco non colpì solo individui, ma
intere famiglie e comunità, spezzando legami, sogni e prospettive.
"Quando mi trovai in stazione venni colpito nel profondo dalla
devastazione che regnava ovunque. Bambini moribondi, feriti ovunque,
uno strazio che arrivava da ogni angolo della tragedia."
Angela Marino, Domenica Marino, Leo Luca Marino, Antonella Ceci, Anna
Maria Bosio In Mauri, Carlo Mauri, Luca Mauri, Cesare Francesco
Diomede Fresa, Enrica Frigerio In Diomede Fresa, Vito Diomede Fresa,
Verdiana Bivona, Maria Fresu, Angela Fresu, Eckhardt Mader, Kai Mader,
Margret Rohrs In Mader, Sonia Burri, Patrizia Messineo, Silvana
Serravalli In Barbera, Manuela Gallon, Natalia Agostini In Gallon,
Maria Antonella Trolese, Anna Maria Salvagnini In Trolese, Elisabetta
Manea Ved. De Marchi, Roberto De Marchi, Eleonora Geraci In Vaccaro,
Vittorio Vaccaro, Velia Carli In Lauro, Salvatore Lauro, Paolo Zecchi,
Viviana Bugamelli In Zecchi, Catherine Helen Mitchell, John Andrew
Kolpinski, Loredana Molina In Sacrati, Angelica Tarsi In Sacrati,
Katia Bertasi, Mirella Fornasari In Lambertini, Euridia Bergianti,
Nilla Natali, Franca Dall'Olio, Rita Verde, Flavia Casadei, Giuseppe
Patruno, Rossella Marceddu, Davide Caprioli, Vito Ales, Iwao
Sekiguchi, Brigitte Drouhard, Roberto Procelli, Maria Angela Marangon,
Mauro Alganon, Francisco Gomez Martinez, Mauro Di Vittorio, Sergio
Secci, Roberto Gaiola, Angelo Priore, Onofrio Zappalà, Gaetano Roda,
Pio Carmine Remollino, Antonino Di Paola, Salvatore Seminara, Mirco
Castellaro, Nazzareno Basso, Vincenzo Petteni, Carla Gozzi, Umberto
Lugli, Fausto Venturi, Argeo Bonora, Francesco Betti, Mario Sica, Pier
Francesco Laurenti, Paolino Bianchi, Vincenzina Sala In Zanetti, Berta
Ebner, Vincenzo Lanconelli, Amorveno Marzagalli, Lina Ferretti In
Mannocci, Romeo Ruozi, Francesco Antonio Lascala, Rosina Barbaro In
Montani, Pietro Galassi, Irene Breton In Boudouban, Lidia Olla In
Cardillo, Maria Idria Avati, Antonio Montanari.